Granita…Messina VS Catania

Il rito della granita.
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La Sicilia è imbattibile quando si parla di granita: sin dalla dominazione araba infatti questo fresco dolce accompagna i mesi caldi dei siciliani, perché più rinfrescante e leggera del gelato.

La granita, in Sicilia, si consuma a colazione, nelle mattine d’estate, prima di andare al mare o iniziare qualsivoglia attività.

MESSINA O CATANIA?

Si può discutere su dove si produca la miglior granita di tutta la Sicilia. Ed è subito un tiramolla infinito: come qualunque discussione culinaria nel nostro Paese.

Meglio a Messina, dice qualcuno. La densità è quella corretta, lo zucchero è un poco più accentuato, la consistenza, legata alla temperatura, è quella che deve essere: non è mai ghiacciata e non è mai liquida, staziona in una condizione di permafrost che è un mistero della fede capire come accada, ma accade.

Meglio a Catania, dicono altri, certamente etnei. La granita qui è un po’ più aspra e morbida, quasi una densa crema. La stessa grossomodo che si trova a Siracusa.

Ad animare la questione è il riconoscimento della granita messinese come “marchio tutelato”, la risposta di Catania non si è fatta attendere:Granita di Acireale verso la certificazione europea.

Le differenze?

Se chiedete a un messinese qual’ è la granita per eccellenza vi risponderà senza esitare la mezza con panna. Questo è il nome che ha a Messina la granita al caffè. Viene servita nel classico bicchiere di vetro insieme a una soffice e calda brioscia, che dovrà essere sapientemente inzuppata nel bicchiere mischiando la panna al caffè. C’è chi sostiene che ci sia una vera e propria arte nel mangiare la mezza con panna. La vera regina delle granite messinesi. A ruota seguono la cremolata di fragole e quella di limone.

La granita catanese si contraddistingue per la varietà di sapori e per una fattura più originale.Qui, molto diffusi sono il gusto al pistacchio (originario di Bronte), alla mandorla (la minnulata catanese, cioè mandorlata, su cui si versa un goccio di caffè caldo) ed i gusti alle frutta: gelsi neri, pesca, fragola.

La verità è che la granita è patrimonio di tutta la Sicilia e ogni città ha il suo modo di interpretarla.

Infine, ci piace ricordare un piccolissimo bar che si trova a  Savoca, un paesino della costa ionica messinese, dove hanno girato alcune scene del Padrino il “bar Vitelli”, un tempo luogo di pellegrinaggio in fatto di granite. La defunta signora Maria D’Arrigo ogni sera, per anni, preparava la sua granita al limone fresca. La faceva al momento, spremendo i limoni con una mano, mentre nell’altra teneva una sigaretta che si consumava da sola. Anziana di un’età indefinita, aveva i modi sbrigativi di chi non deve conquistare i clienti, tanto vengono lo stesso. E se non vengono, fatti loro. Spazientita invitava ad aspettare ancora un momento «chi a’ granita iè pronta».

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