Storia della brioscia e della granita.
26 maggio 2018

Se lo assaggi una volta, non lo dimentichi più… una cialda croccante e calda, farcita con ricotta aromatizzata come si potrebbe dimenticare una così dolce carezza per il palato?? Inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali ( P.A.T.) tenuto dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali, “ il cannolo” è una delle specialità più famose dell’arte pasticciera siciliana.

Perché si chiama “ cannolo ” ( in dialetto siciliano “ u cannolu”)?  Ci sono due ipotesi: la prima (più attendibile) afferma che il nome deriva dalla parola latina “cannoleus” ovvero “canna” perché un tempo le canne del fiume venivano utilizzate per arrotolare la cialda o nel nostro dialetto “scorza ”, invece la seconda è legata ad una leggenda secondo la quale, una volta , durante il Carnevale i ragazzi , per prendersi gioco di un passante, facevano uscire dal rubinetto di una fontana (in dialetto “ canna”) della crema di ricotta al posto dell’acqua.

Stabilire però le sue origini non è molto facile in quanto si crede che appartengano ad un passato molto lontano. La testimonianza più antica che abbiamo, ci viene fornita da Cicerone che intorno al 70 a. C ,quando era questore in Sicilia, assaggiò un dolce molto simile al nostro cannolo che definì “ tubus farinarius, dulcissimo , edulio ex lacte factus” ( “cilindro preparato con la farina , farcito con dolcissimo ripieno di latte”). Nonostante la testimonianza ciceronea attribuisca la sua nascita all’epoca classica, ci sono altre due ipotesi che sebbene diverse sono collegate: la prima afferma che la nascita del cannolo sia avvenuta al tempo della dominazione araba dall’ 827 al 1019 d. C a Caltanissetta ( in arabo “QAL’AT – AN – NISAH ” che significa “castello delle donne”) che a quei tempi era sede di numerosi harem di emiri saraceni. In questi harem, le donne favorite del sultano, per passare il tempo, si dedicavano alla preparazione di prelibate e gustose pietanze ( soprattutto di dolci ) e a sperimentarne di nuove e proprio uno di questi esperimenti portò all’invenzione del cannolo che era un’evidente allusione alle “doti” del sultano. Nella seconda, invece, molti studiosi affermano che in seguito alla cacciata dei Saraceni da parte dei Normanni, alcune concubine del sultano scapparono dall’harem e si rifugiarono in convento dove si convertirono al Cristianesimo e strinsero un forte legame con le monache. Se fosse così, il cannolo sarebbe il frutto del felice incontro tra la tradizione classica e la tradizione araba. In ogni modo, è indubbio che la sua città natale sia Caltanissetta.

Sebbene in ogni parte dell’isola , il cannolo sia buonissimo e la ricetta della sua “scorza” sia sempre la stessa, ricoperta di zucchero a velo o cannella in polvere e riempita sempre all’istante per poter mantenere la sua “croccantezza” , la differenza sostanziale sta sia nel suo ripieno : infatti a parte il classico ripieno alla crema, al cioccolato, alla crema di pistacchio e alla nutella , come da tradizione viene utilizzata la ricotta di pecora, molto densa e corposa, dal sapore più forte soprattutto nel territorio palermitano e catanese a differenza del territorio ragusano dove invece si preferisce la ricotta vaccina , più fine e spumosa, dal sapore più delicato.  Un’altra interessante caratteristica di questo dolce speciale, possiamo trovarla nella sua decorazione finale ad esempio a Catania viene utilizzata granella di pistacchio o di nocciola, mentre a Palermo viene utilizzata la ciliegina candita ( in dialetto siculo “cirasa” ) o i filetti di scorza d’arancia candita.

Quale sarà il migliore?? Sicuramente questione di gusti. Venite ad assaggiarli e ogni boccone sarà come assaggiare assaporare un pezzetto di Sicilia.

Vi aspettiamo a maggio a Mussomeli (CL) per la sagra della ricotta e del cannolo e a Palermo a fine aprile a San Lorenzo Mercato (PA), ad inizi giugno nella Piana degli Albanesi (PA) e a Favignana (Piazzale Camperia- TP).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *